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Quale isola meglio di Itaca rappresenta il viaggio, la vita, il destino; ce lo insegna Ulisse che solo dopo 20 anni e numerose peripezie riuscì a tornare nella sua patria, la sua amata Itaca.
Anche se ad oggi non ci sono prove che consolidano questa leggenda, quando si approda in questa verdeggiante isola montuosa, la seconda più piccola del Mar Ionio, non si può non respirare un’atmosfera ricca di storia e immaginare meravigliose avventure.
Con pittoresche cittadine come Kioni e Frikes, Itaca è una piccola isola bella da esplorare. E’ ancora incontaminata dal turismo di massa, tranquilla, bella e perfetta per una vacanza rilassante. Ha acque molto chiare, quindi è ideale per le immersioni in baie incontaminate e caratterizzate da una moltitudine di colori e una moltitudine di pesci…è un’isola che invita la meditazione, da visitare in compagnia di breviari classici, da Omero a Schliemann.
La descrizione di Ulisse come ce l’ha consegnata Omero nell’Odissea: “E’ aspra”, dice il poeta “e non adatta ai cavalli; non è troppo magra, ma non è molto vasta. Pure c’è grano infinito, c’è vino, e sempre pioggia la bagna e guazza abbondante”. Durante l’estate però non piove! Sul far della sera l’isola appare come un fascinoso andirivieni di montagna e rientranze segnate da azzurre trasparenze marine e zaffate di salvia scaldate al sole. Un profumo di macchia mediterranea ti accoglie quando ti avvicini a lei, un profumo alimentato dai mille refoli di vento che scendono dalle sue verdi valli. Solo dopo averla visitata sia da terra che dal mare si può capire perché Ulisse non si sia fermato altrove e noi, naviganti a bordo del Moana60, non sappiamo dove dar fondo all’ancora: ogni baia che ci compare di fronte è bella…di più, speciale!