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Avviso ai Naviganti n. 77 del 11.06.2024

By 10 Giugno 2024Giugno 19th, 2024Avvisi ai Naviganti

Navigare una storia

Dedicato a chi ha uno spiccato interesse  per il cinema e il narrare!

“Navigare il mare e navigare una storia sono la stessa cosa … navigare non è una scienza è un’arte è un rapporto di reciproco confronto e reciproca cedevolezza con la materia.”

Navigare in una storia.
Lezioni libere di scrittura in mare.
Io da sempre amo andare in barca e amo inventare storie. Fin da ragazzo, coni miei amici, ho navigato lungo la costa dalmata, fino alle ioniche. Per noi navigare era imparare ad andare in barca, raccontarci storie passate e viaggi mai fatti, cucinare, nuotare, rimanere nelle cuccette della gioventù, affrontare la paura di una notte di bora.
Da sempre immaginare, raccontare, scrivere una storia perché diventi un film è il mio mestiere, che ha occupato e occupa l’intero mio tempo. Si chiama ossessione.
Da tempo rifiuto di “insegnare” o di raccontare cos’è per me scrivere un film, in un master che mi offrono, perché sentivo che spiegavo quello che nella pratica non facevo.
Recentemente, proprio in barca mi è successa una cosa che chiamano epifania. Il timone che avevo tra le mani mi è apparso come il timone di una storia. E in successione ogni cosa del veleggiare trovava una perfetta analogia, finalmente, con quello che faccio quando immagino e sviluppo una storia per un film. Dal vento, alla regolazione delle vele, alla chiglia, alla rotta, al passo della barca sull’onda.

Navigare mi è apparso esattamente come navigare in un storia.
Ho pensato: ecco, finalmente posso spiegare cosa faccio quando lavoro, cosa sia il mio lavoro, ma posso farlo solo in barca.
Subito mi è venuto un mente un film che amo. Master and Commander, di Peter Weir. A bordo di quel veliero si veleggia, si combatte, si suona, si mangia, si beve, si combatte e si scoprono nuove terre, si studiano insetti, ci si smarrisce e si trova una possibile nuova meta. Si sbaglia si sbaglia e si ripara.
Tutto quello che faccio io quando “navigo in una storia”. Non la costruisco, non la edifico, ma ci navigo dentro.
Mi sono detto, adesso puoi raccontare cosa faccio quando scrivo: navigo.
Ho pensato che volevo dargli un ordine, condividere questa inaspettata possibilità ma lo potevo fare solo in barca. L’ho subito immaginata: oceanica, complessa e semplice, veloce e spartana, con un capitano che la governi come navigavo io in gioventù, perché ho pensato che ogni storia è una barca di nostalgia.
Ho felicemente e velocemente trovato la barca e le persone con cui condividere questa idea: “navigare in mare è come navigare in una storia”.
La barca è il Moana60 Spirit of Community APS , una leggendaria barca oceanica, di 60 piedi, che si è mangiata l’oceano moltissime volte, comandata dal capitano Nicola Pino, perché si chiama capitano e non skipper, e gestita dalla sua comunità. Si navigherà in mare e in una storia dal 14 al 28 Luglio, bordeggiano lungo l’arcipelago ionico, con base Zante. E per ogni cosa informazione ci si può rivolgere all’associazione. Moana60 Spirit of Community APS che, essendo una associazione di volontariato, pratica una politica di quote di partecipazione molto contenute.
Ecco l’idea che ho sviluppato con Nicola Pino e il Moana.

A bordo posso spiegare a me e ai compagni di mare, cosa sia per me la chiglia di una storia, il timone di una storia, la sua rotta, cosa sia raccontare contro il vento o con il vento favorevole. Posso spiegare che il “perfetto passo di una barca sull’onda” sia all’equilibrio di una storia, come sentire la barca sotto i piedi la prima volta è sentire la verità della storia che ho confusamente in mente. Passo dopo passo, bordo dopo bordo.
Lo chiamano master di scrittura creativa, una cosa che non mi piace, ma mi piace perché in Master and Commander, visione obbligatoria per prepararsi all’imbarco, c’è tutto quello che serve a raccontare.

Questo dunque mi offro di fare a bordo del Moana 60. Trasfigurare la navigazione nelle scrittura e viceversa, fino a confonderle.
Anche la meta della navigazione è sempre un desiderio nebbioso all’inizio, come lo è il finale di una storia, perché mete e finali reali, sono nascosti in un gavone mai aperto come Gordon Pym , che trovi quando cerchi un ancorotto e trovi un finale.

Umberto Contarello

PROGRAMMA FLESSIBILE DEL LABORATORIO A BORDO
PREMESSA
Lo schema del lavoro di condivisione didattica che qui schematizzo, è la traccia che voglio seguire.
L’organizzazione sarà completamente flessibile e seguirà desideri dell’equipaggio e necessità di ordine, come avviene in ogni buona navigazione. Stabiliremo insieme dunque l’equilibrio giusto, per ottenere l’obbiettivo duplice. Il piacere sublime di scoprire qualcosa con il piacere di andar per mare.
E’ rivolto a tutti coloro a cui piace o piacerebbe navigare, cioè portare una barca, e che sono curiosi appassionati di cinema e storie. Che vorrebbero scoprire dunque qualche segreto su entrambi i fronti, che verranno sviluppati in una continua trasfusione.
Tempi e organizzazione della giornata sarà fluido ma non anarchico.
Raccontare e veleggiare chiedono la fusione di libertà e responsabilità, dimenticanza e presenza.
Solitudine e condivisione. Che ciascuno accorderà con gli altri.
Scrivere una storia con i colleghi è adattarsi senza perdersi, navigare è salvaguardare se stessi e l’ordine della barca che è sempre la protagonista fantasma di una storia.
1. L’inizio.
A bordo la decisione di navigare corrisponde alla decisione di vagheggiare una storia o di vagheggiare il desiderio un giorno di scriverne una.
L’inizio è un puro desiderio.
Didattica:
Trasformare il desiderio vago in fantasia.
Mettere in moto l’attività fantastica.
2. La preparazione.
Con chi si navigherà, con si seguirà la storia confusa che abbiamo in mente.
Didattica.
Come si conosce un equipaggio, come si conoscono i colleghi di lavoro, il galateo dell’ascolto paziente e del paziente esporsi.
Riconoscere in ciascuno, come tra colleghi, le propensioni e le passioni.
Definire i ruoli, in modo ludico ma serio.
3. Il luogo.
Ogni storia ha un mondo che la precede. Ogni mondo ha le sue regole. Ogni barca ha il suo mondo, il suo passato e il suo presente, le sue abitudini, i suoi piaceri e le sue idiosincrasie.
Didattica:
Vedere questo mondo, vedere la barca. E ogni barca è quella che è e quella che noi trasfiguriamo con la fantasia.
Vedere le line della storia e vedere le linee della barca. Capire come trasfigurano reciprocamente.
Incominciare a trasfigurare. Vedere è sempre trasfigurare.
4. Preparare una storia è preparare una barca.
Ogni storia che vogliamo raccontare ha bisogno dei suoi strumenti che ci aiutano. Vanno identificati, ordinati. Ogni barca ha i suoi strumenti. Vanno ordinati, resi utili e pronti all’uso.
Didattica:
Conoscere ciò che è utile nella realtà e trasfigurarlo con la fantasia in qualcosa che è utile alla storia.
5. Partire.
Liberare la barca dalle cime dell’approdo.
Confondere da dove si parte a dove si va.
Definire la rotta desiderata. Vedere insieme l’inizio e la fine. In una storia si parte con una rotta confusa. L’inizio appare chiaro, l’arrivo è ancora confuso.
Didattica.
Il finale di una storia è nascosto nell’inizio. O nella navigazione.
Gestire i contorni imprecisi di una narrazione, tracciare una linea precaria.
Non esigere chiarezza, ma vedere la chiarezza che lentamente si dipana seguendo la rotta stabilita
6. La navigazione.
Cioè che muove una barca a vela è il vento, ciò che muove una storia è il vento interiore.
Riconoscere il vento e come permette di navigare. Riconoscere il vento interiore che comincia a soffiare e dirige la rotta della storia.
Didattica:
Distinguere se si tratta di vento apparente, come l’idea di una storia può mostrarsi un equivoco, una idea non destinata a svilupparsi. O viceversa se comincia a stringere il vento.
L’utilizzo degli strumenti della barca, dal timone alle vele, fino al sistema di governo, come in una storia utilizziamo gli strumenti del suo controllo.
Distinguere l’opera morta di una barca, cioè per paradosso la parte sopra la linea di navigazione da quella viva, sommersa. Cioè distinguere la trama visibile di una storia da quella fantasma, che guida quella visibile. ( Leggere fogli di via Veneto, Flaiano e Fellini, la nascita della dolce vita).
Sentire l’equilibrio di una storia sentendo il passo della barca sull’onda, fino a non avere bisogno della mano del timoniere, perché in perfetto equilibrio. Riconoscere in questo equilibrio della barca, quando una storia diventa ineluttabile che naviga diminuendo il nostro apporto.
7. Gli imprevisti, le digressioni.
Una navigazione è fatta di rotte e obbiettivi e di imprevisti o digressioni. Le condizioni del meteo, lo stato della barca, lo stato dell’equipaggio. Non sono ostacoli ma occasioni di scoperte. Anche nello sviluppo di una storia accade tutto questo.
Didattica:
In una idea o in una storia più formata, come in una navigazione non sono ostacoli ma occasioni sperate, sono aperture narrative, scoperte di dignificati nascosti, rallentamenti e attese, cambi di rotta, mutamenti nell’equipaggio. Scoprire i colleghi o i propri compagni di mare come “personaggi” trasfigurandoli come ciascuno ha trasfigurato la “sua” barca.
8. Ogni navigazione, come ogni film, ha la sua meta finale, ben visibile.
Ogni storia ha il suo finale che non coincide necessariamente con la meta visibile.
Didattica:
Il finale di una storia è nascosto nella trama invisibile, nell’opera viva della barca, dove c’è la chiglia, che è il senso di una storia, il suo baricentro.
Didattica:
Come sentire l’attimo in cui una storia abbandona il suo film.
Vedere nello sbarco prematuro di un collega e marinaio il segnale.
Sentire la stanchezza della barca.
Avvertire, non costruire la fine.
Ogni finale è una presa d’atto, se il sentire si è affinato.
Ogni partecipante è completamente libero di accedere, ascoltare, utilizzare, assentarsi, (la barca è grande e lo permette).
Io sceglierò un assistente interessato per tenere una sorta di diario di bordo.
Visione consigliata Master and Commander di Peter Weir e lettura del capitolo Fuochi, dal suo Mestiere di scrivere di Raymond Carver e dei Sillabari di Goffredi
Parise
Info generali:

Mare Ionio – Isole Ionie Grecia

Dal 14 al 28 luglio 2024 imbarchi liberi in relazione alla rotta (Equipaggi al completo)

Dal 28 luglio al 4 agosto (formazione dell’equipaggio in corso)

Durata minima dell’imbarco e partecipazione 7 giorni

Costi di partecipazione:

€. 100 tessera associativa 2024 Moana60 comprensiva di assicurazione

€. 700 quota di partecipazione per settimana

€. 150/200 cambusa, carburante e tasse portuali

Note:

– Per poter partecipare è richiesta una preventiva disponibilità/liberatoria alla realizzazione di un documentario girato da un regista scelto sotto la supervisione artistica di Umberto Contarello.

– Il motore verrà utilizzato lo stretto necessario, cercando di farci portare lontano dal vento.

– “…lo faccio senza chiedere alcun emolumento personale “ – Umberto Contarello

– Il ricavato delle quote di partecipazione, verrà devoluto all’Associazione di Promozione Sociale Ente del Terzo Settore: Moana60 Spirit of Community A.P.S.

Per info: Nicola Pino, – perchè si chiama capitano e non skipper- è a vostra disposizione.

email: community.moana60@yahoo.com

4 Comments

  • ponsot ha detto:

    Buongiorno signore,

    le contatto per quanto riguarda la spedizione sulle isole greche di cinema e navigazione… Vorrei partecipare per 10 giorni se é possibile.
    É stato Umberto Connarello a metterci in contatto

  • Marina ha detto:

    Buonasera, potrebbe avere maggiori informazioni sul viaggio organizzato da Umberto Cottarello?
    Grazie

    • nicola ha detto:

      Buonasera Marina grazie per la sua gentile richiesta, le ho inviato un’email con le relative info. Grazie Nicola

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