Diario di un’estate indimenticabile: la straordinaria stagione 2026 a bordo di Moana 60
Il mare non è solo una distesa d’acqua da attraversare, ma uno spazio aperto dove navigare, imparare e, soprattutto, fare comunità . Con questo spirito si è conclusa l’estate 2026 a bordo del mitico Moana 60: una stagione intensa, ricca di volti, di miglia percorse sotto la spinta del vento e di progetti che lasciano il segno ben oltre il momento del rientro in porto.
Dalle prime brezze di giugno ai progetti inclusivi di fine estate, ecco il racconto del nostro viaggio collettivo.
L’esordio a giugno: la storica Brindisi-Corfù
La nostra estate è ufficialmente cominciata a giugno nel cuore pulsante della vela adriatica. Dopo i preparativi e l’accoglienza calorosa della città di Brindisi, Moana 60 ha mollato gli ormeggi per partecipare alla storica regata Brindisi-Corfù. Giornate intense di incontri e confronto a terra, ma anche l’occasione perfetta per installare a bordo i sensori sviluppati dall’OGS di Trieste per il monitoraggio continuo della qualità dell’aria e dell’acqua.
In mare abbiamo testato le modifiche al nostro gennaker e scelto una tattica audace, navigando molto a sud. Anche se il vento è calato tra le isole rendendo l’andatura più lenta del previsto, l’arrivo al D-Marin Gouvia Marina di Corfù ci ha ricordato il vero valore delle nostre navigazioni: non la classifica, ma le relazioni, la convivialità e la condivisione di una visione comune del mare.
Le tre settimane CampusLab: i giovani e la scoperta dello Ionio
Subito dopo la regata, la rotta si è spostata stabilmente verso Zante per dare inizio al cuore educativo della nostra stagione: tre settimane speciali dedicate ai ragazzi e ai laboratori estivi del CampusLab.
La prima settimana ha riunito a bordo un equipaggio straordinariamente eterogeneo di dieci persone, tra cui la biologa marina Janis, la guida Ilaria, e diversi ragazzi tra cui spiccano Edoardo (ipovedente) e Maria Grazia (con disabilità visiva). È stato un meraviglioso esperimento di convivenza in spazi ristretti, dove le differenze si sono trasformate in ricchezza e dove i limiti fisici si sono sciolti davanti alla collaborazione e all’essenzialità della vita di bordo.
Il secondo turno ha visto salire in cattedra la ciurma esplosiva dei sette ragazzi reduci dagli esami di terza media provenienti dalla comunità di Villaverla (Vicenza). Accompagnati dalla biologa Vittoria Correale e supportati dal comandante Nicola Pino e dal perfetto nostromo Alberto Pegoraro, i ragazzi hanno navigato a ridosso di Zante. Nel cuore del Parco Nazionale Marino hanno avvistato le tartarughe Caretta caretta, stelle marine e cernie, esplorando l’isola di Marathonisi e imparando a rispettare i fondali e le praterie di posidonia, gestendo in totale autonomia i turni di cambusa e pulizia.
La terza settimana ha confermato la magia dei CampusLab, consolidando il legame profondo tra l’educazione ambientale, la navigazione pura e la crescita personale dei giovani esploratori prima del loro passaggio alle scuole superiori.
Sport, turismo ecosostenibile e inclusione sociale
A metà estate, Moana 60 è diventata la casa di Carlo, Matteo, Marco e Marta per una settimana di turismo nautico ecosostenibile interamente focalizzata sull’apprendimento dello sport della vela. Tra cenni di meteorologia, regolazione delle vele e ormeggi, i partecipanti hanno sperimentato la bellezza di navigare a impatto quasi zero, usando il vento come unico motore e partecipando attivamente alla vita di bordo.
Ad agosto, la solidarietà ha preso il largo grazie alla preziosa collaborazione con Adelante Onlus. Una settimana speciale dedicata al “mare per tutti”, concepita per abbattere le barriere fisiche, sociali ed economiche e per dimostrare che anche una barca oceanica e storica può trasformarsi in una culla di accessibilità e accoglienza.
La navigazione consapevole con Selvatica
Subito dopo, la collaborazione con l’associazione Selvatica ci ha regalato un’avventura eccezionale. Equipaggio quasi tutto al femminile a bordo del Moana 60, per questa ultima avventura estiva che ci ha portato a varcare i confini dell’Italia e a navigare col vento, tra le isole Ionie. Quelle della Itaca di Ulisse, della Zante di Foscolo, della Battaglia di Lepanto.
Una settimana insieme in poco spazio, in una delle barche che hanno fatto la storia della vela, tra regate atlantiche e giri del mondo in solitaria. Una settimana ad immergerci nelle acque di un mare blu, a cercare di riconoscere l’immensità della vita e l’impatto sempre più devastante dell’azione umana. Una settimana a coltivare il sogno di una barca scuola che accoglie, che fa delle diversità un valore, che builds comunità e consapevolezza, che fa ricerca ed educazione. Di una barca che si fa trasportare dal vento per diffondere un messaggio di pace, di attenzione, di tutela.
Nicola, il nostro capitano, con le sus storie di mare, il suo grande amore per il Moana 60, con il suo fascino di uomo gentile. Vittoria, la nostra biologa, con la sua immensa passione per ogni cosa che sotto il pelo dell’acqua e per la sua capacità di stare con noi fuori dall’acqua. E poi Bianca, Caterina, Diana, Lena, Nina, Olivia, Irene e Roberto che hanno alzato le vele, cucinato, nuotato, chiacchierato e come sempre.. esplorato!
Lo “Spirit of Solidarity”: l’Unione Italiana CiechiÂ
Per chiudere in bellezza questa straordinaria stagione estiva, abbiamo riabbracciato gli amici dell’Unione Italiana Ciechi all’interno del progetto Spirit of Solidarity. Con la convinzione che la libertà non invecchi mai, abbiamo navigato superando ogni barriera sensoriale con Giampaolo, Nicola, Kristjan e Giuseppe.
Oltre alle manovre condivise, l’uso dell’idrofono marino ha permesso a tutti gli ospiti di registrare e ascoltare le tracce sonore del mare: il respiro delle onde sullo scafo e i suoni misteriosi del fondale hanno dato vita a un’esperienza intima e profonda, capace di stimolare la mente e creare una connessione unica con la natura attraverso l’udito.
Arrivederci al 2027
Dopo tante miglia, sorrisi, scoperte scientifiche e lezioni di vita, è arrivato il momento di tirare i remi – o meglio, le vele – in barca. Abbiamo ufficialmente messo a riposare Moana 60 per l’inverno nelle splendide acque della Grecia, dove sarà custodita e coccolata in attesa del prossimo anno.
Un grazie immenso a tutti i partner, ai ricercatori, ai volontari e a ogni singolo membro dell’equipaggio che ha calpestato il nostro ponte quest’anno. Siete stati voi a trasformare questa barca in una vera comunità itinerante.
Il viaggio è finito, ma la rotta è tracciata. Alla prossima stagione 2027!













